Casa “dolce” casa

Riemergo,  pronta a partecipare alla Staffetta di blog in blog, l’interessante iniziativa che consente di mettere in rete e in relazione diverse idee su un argomento comune scelto di mese in mese.

L’evocativo tema del mese di Luglio è: Casa dolce casa

L’immagine edulcorata e splendente che queste tre parole potrebbero evocare, contrasta e stride con il mio attuale vissuto legato alla gestione della casa.

Per chiarire i miei pensieri vi offro una piccola foto scattata qualche giorno prima del parto del mio primo figlio.

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Nello sfondo un piccolissimo scorcio del soggiorno che seguendo una lenta ed inesorabile trasformazione è poi diventato teatro di questi scenari:

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La mia ridente pancia ha contenuto, di gravidanza in gravidanza, esseri capaci di mettere alla prova un’ignota capacità di tolleranza e fiducia.

Tolleranza verso la loro voglia di sperimentare e scoprire quanto può essere contenuto in armadi, ripiani, cassetti. Fiducia verso quei rarissimi giorni che ogni tanto arrivano, giorni in cui i bambini riescono a giocare tra di loro lasciandomi intervalli di circa 10 min durante i quali riesco a portare a termine i miei piccoli tentativi di riportare la casa in condizioni per me accettabili.

Il fulcro della casa è spesso la cucina, cucina come luogo in cui viviamo per la maggior parte del tempo, cucina come luogo condiviso da tutti i membri della famiglia, cucina come spazio che più frequentemente viene ripulito e riordinato.

Faccio un salto indietro con la memoria e sorrido facendo riaffiorare i ricordi dei miei anni univerisitari in una casa condivisa con altre quattro ragazze. Ognuno di noi gestiva la propria stanza come voleva, ma c’era un tacito accordo che prevedeva un’efficientissima organizzazione pre e post-pasti che contemplava: lavaggio di tutti i piatti, pulizia del piano cottura, e pavimento della cucina spazzato e lavato QUOTIDIANAMENTE!

Ho incontrato successivamente persone che consideravano questa efficientissima organizzazione un tantino esagerata, primo fra tutti il mio Lucky, ma quando oggi guardo il pavimento della mia cucina vorrei tornassero in un attimo tutte e cinque le fatine di quegli anni universitari.

Quando ho aperto questo blog l’ho descritto come il blog di “Una mamma, anzi tre, e un mare di pensieri”. Diventare in soli quattro anni madre di tre figli mi ha permesso di sperimentare ad ogni nuova nascita un modo diverso di essere madre. Le “trasformazioni” del mio essere madre si sono manifestate anche nella gestione dello svezzamento che è stato profondamente diverso di figlio in figlio e che ha comportato effetti diversi sul pavimento della cucina e su di me. Io ho, finalmente, imparato a tollerare manine che stringono pezzettini di anguria trasformandoli in succo, piattini rovesciati sulla tavola e sul pavimento, biscotti sbriciolati ed utilizzati come pennarelli, camaleontici capelli pronti ad assumere i colori dei cibi.

Svezzamento figlio n.1 Lui ed io in cucina. Io felicemente realizzata nel cucinare e frullare sani cibi per lui. Pasti scanditi da canzoncine, lettura di libri, giochini che lo aiutavano a finire la pappa che gli imboccavo. Pavimento più o meno indenne.

Svezzamento figlia n.2 In cucina io, lei e l’altro (figlio). Pasti con menù differenziato preparati in un tempo che mi sembrava troppo lungo e in cui avrei preferito fare altro. Pranzi gestiti a due mani: mano che terminava con un cucchiaino verso la figlia n 2 e mano che terminava con una forchetta rivolta al figlio n 1. Madre profondamente affamata, ma fiduciosa del fatto che entrambi avrebbero avanzato un pò del loro pasto ed io invece di inventarmi canzoncine e storielle avrei potuto finalmente mangiare. Pavimento vissuto.

Svezzamento figlia n.3 Figlio n 1 a scuola, impegnato a parlare, raccontare, ascoltare e, talvolta, mangiare. Figlia n 2 felicemente impegnata nel mangiare autonamamente, sperimentando strategie e condividendo il momento del pasto con la mamma che mangia serenamente mentre le  figlia n 3 è attaccata al seno. Poi arriva un momento in cui la figlia n 3 mostra interesse verso il cibo ed allora, via libera al sano autosvezzamento che consente di mangiare tutti insieme, gongolandosi per come l’ultima arrivata sia capace di mangiare con gusto e soddisfazione per poi scoprire, a fine pasto, che la porzione che aveva con gioia terminato è per 3/4 sul pavimento della cucina e per 1/4 sulla sedia che conteneva la bambina, ma non importa, guardi il pavimento e pensi che si è appena conclusa un’importantissima esercitazione che le permetterà di sviluppare un’invidiabile coordinazione oculo manuale ed un’efficientissima motricità fine.

P.S. Come fare per pulire il pavimento dopo la cena se si devono anche portare a termine altri importanti compiti come: caricare la lavastoviglie, lavare, impigiamare, e accompagnare al sonno tre bambini tra gli 1 ed i 5 anni?

Consentendo all’intrepida figlia n 3 di completare la sua cena ehm, la sua esercitazione oculo-motoria, con il materiale naturale e biologico rimasto sotto il tavolo!!! ; )

Così ho nuovamente acquisito l’abitudine di lavare più o meno quotidianamente il pavimento-tavolo che viene abbonadantemente nutrito, a volte anche dissetato, ad ogni pasto dai miei figli.

Il nostro prossimo appuntamento con la staffetta è per il 15 del mese prossimo!

Vi saluto lasciando il testimone della staffetta a Carla che partecipa con il suo blog Manidimammacarla.

Buon viaggio di blog in blog, di casa in casa!

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5 pensieri su “Casa “dolce” casa

  1. Ma che bella descrizione delle tue giornate, certo non ti annoi.
    Mi è piaciuto molto come hai descritto la tua cucina ed i vostri pasti, davvero simpatico il racconto, mi sembrava di vederti.
    Io ho passato da un po’ questi momenti ma ho un figlio solo ed era (lo è anche adesso) un ingordo che non lasciava una briciola nel piatto, quindi poco finiva fuori dalla sua vorace pancia.
    Ciao
    Norma

    • Ciao Norma, che bello ritrovarti!
      Se dal mio racconto sei riuscita a vedermi allora ho la tua comprensione ; )
      Un abbraccio grandissimo

  2. Ma che buffo vederti in versione quasi bionda! Stavi bene!!!
    Vabbe’ che con la pancia siamo tutte strabelle e potremmo avere anche i capelli fucsia pero’ davvero ti dona.
    Venendo al look dei pavimenti invece ora ho anche capito perché’ segui il mio blog :-)). Troppo simpatica!
    Poi un giorno ti chiederò’ dell’autosvezzamento, sto raccogliendo infos e testimonianze varie per i miei corsi. Bacioni e a prestissimo!

    • E pensare che io non mi ero mai sentita quasi bionda ; )
      Hai centrato la ragione per la quale seguo il tuo blog! Inizialmente mi hanno attirato nella rete i racconti profondi di splendide mamme blogger, poi ho iniziato a domandarmi: “Ma come si fa a coltivare il piacere della lettura e della scrittura senza che la casa vada a rotoli?” ed allora mi sono messa a cercare siti professionali come il tuo!
      Rispetto allo svezzamento sono felicissima se potrò esserti utile, come hai visto l’eclettismo in questo campo aiuta ; ) Ti abbraccio

  3. ciao! Conosco il tuo blog ora grazie alla staffetta ˆ_ˆ Che dire, anche io ho interpretato il tema così…prima e dopo l’arrivo delle pesti! Ma questa confusione mi riempie il cuore!

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